sabato 8 settembre 2012

Day 5

Lasciamo perdere la scuola. Oggi è stata una giornata da cancellare, da questo punto di vista. Le prime due ore, Matematica, si sono trasformate in una guerra tra me e la professoressa. Credo non dimenticherà facilmente l'affronto subito il primo giorno di scuola, ma ho le ossa grosse, e diversi colpi in canna da sparare prima di essere abbattuta. 
Stamattina, è stato un tre a zero per me. La stupida credeva di mettermi sotto con una interrogazione a sorpresa, ha persino tentato di fottermi con delle domande fuori dal programma scolastico. Ma per chi mi ha preso, per il Pulcino Pio? Ha sbagliato proprio indirizzo. 
Dopo matematica, due ore di educazione fisica. Mai fatto educazione fisica in vita mia. Mentre la classe correva in circolo tra quattro mura come detenuti durante l'ora d'aria a Guantanamo, io mi sono immersa nel mio personale sotterraneo musicale con Jihad. Poi è stata la volta dell'ora di religione. Figurarsi chi poteva apparire dietro alla cattedra se non il prete sciroccato. Fortuna che non ha raccontato a tutta la classe le sue folli storie di cacciatrici e demoni. Si è contenuto a un argomento di cui la Chiesa crede di conoscere le verità assolute, ovvero il sesso.

Ovviamente, all'uscita da scuola non ho potuto schivare la sua mole. Mi ha tallonata fino all'ingresso, poi si è parato davanti a me e ha detto «Noi due abbiamo in sospeso qualcosa, giusto?». Come aggirare un prete largo come la cupola di San Pietro che si piazza davanti alle tue palle girate? Ho tentato l'approccio diretto «Ora non posso - ho buttato lì - Devo portare fuori Angel a pisciare». Il prete ha sorriso e ha guardato verso il marciapiedi. C'era Angel che mi guardava scodinzolando allegramente, quel fottuto diavolo di un cane!
Il prete si gira e si avvia verso la canonica. Io lo seguo. Angel annusa uno spigolo dell'entrata della scuola, poi marca il territorio con soddisfazione, quindi ci segue di corsa, abbaiando, per non rimanere indietro.

Che cazzo vuole questo prete da me? Ancora la storia della Cacciatrice e dei Demoni Malvagi? Mi fa entrare in una stanza a cui si può accedere solo attraverso la canonica. Sembra la palestra di Miyagi. Solo che io non sono quello sfigato di Ralph Macchio, né interpreto il ruolo di Daniel Larusso. Il prete mi guarda severamente «Io mi chiamo Padre Vincenzo, non Frate Tac - dice indicando un iMac 27" in bella vista su una sorta di bancone d'accoglienza - Credevi forse che internet fosse una prerogativa di voi giovani?». Non faccio in tempo a ribattere che mi lancia un bastone... di quelli da combattimento, come si vede nei film di arti marziali o cazzate simili. Lo prendo al volo «Comunque puoi chiamarmi 'Osservatore' - conclude mettendosi in posizione di combattimento - Da questo momento io sarò il tuo osservatore, per cui... Fatti sotto!».

Ribadisco: Ma che cazzo vuole da me questo prete? Visto che non prendo l'iniziativa è il panzone ad attaccare. Grosso com'è, avrei detto fosse lento come una tartaruga, e invece è agile come Po quando cerca di prendere i biscotti nascosti nelle cucine del tempio. Po contro la Mantide. Siamo messi bene! 
Il bastone del prete fischia vicino al mio orecchio destro. Istintivamente schivo il colpo; sono sorpresa pure io per la velocità dei miei riflessi. L'osservatore non mi dà però alcuna tregua, mancato il bersaglio ruota su sé stesso e tenta di colpirmi alle reni. Faccio un balzo in avanti. No, in realtà faccio una ruota perfetta, senza mollare la presa sul bastone, e mi dispongo nuovamente in posizione di difesa. "Ma quando mai sono stata capace, io, di fare la ruota?", penso "Che diavolo mi è successo? Sono stata morsa da un ragno mutante?".

«Ti vedo sorpresa - dice lui prendendo fiato - Ma non ti preoccupare, è normale. Quando si diventa Cacciatrici si risvegliano alcune doti nascoste, come l'attitudine alla lotta e una notevole forza fisica». Il prete attacca di nuovo. Paro il colpo. Paro un secondo colpo. Al terzo noto un angolo sguarnito. Faccio una mezza rotazione sul busto e colpisco con un calcio volante. Padre Vincenzo decolla letteralmente da terra e va a schiantarsi contro la parete di cemento. L'intonaco attorno a lui cede dopo qualche istante e lo ricopre di polvere bianca come fosse un pandoro ricoperto di zucchero a velo. 
Tossisce. E' mezzo stordito.
Preoccupata corro da lui. Lo aiuto ad alzarsi «Non intendevo...», lui fa cenno di stare bene. Si piega in due tenendosi le ginocchia e tossisce «Sei molto più forte di quanto mi potessi aspettare».
«E' un male?».
«Al contrario... è un dono del cielo!».

Esame finito. Promossa a pieni voti. Mi rendo conto solo ora che non ho neppure mollato l'iPod. Nelle orecchie ho la intro di Kill Again. Faccio stop. Tolgo le cuffie e chiedo «Il mio vicino di casa è...».
«Esatto!», dice lui scrollandosi di dosso gli ultimi residui di intonaco. Angel gli va incontro per leccare le ferite, in questo caso (per fortuna) solo nell'orgoglio e non nella fisicità del suo corpo. In premio riceve delle carezze affettuose «Questo cane deve aver assistito... Ricordi come abbaiava disperato?».
Faccio un cenno affermativo «Dovrò affrontarlo?», ammetto che mi piscio sotto a pensare di dover affrontare un mostro, o demone, o vampiro del cazzo che sia.
Il Prete mi guarda e dice «Sarà il primo di una lunga serie...», e vaffanculo ai buoni propositi di pacifica sopravvivenza in un luogo di merda. 

Se solo avessi ancora degli amici, li chiamerei al volo. Ma ho solo questo blog, che tra le altre cose, è letto pure da Frate Tac. Per cui sto davvero fresca!

Per chiunque sia in ascolto... Mi chiamo Clara e ho 16 anni. 

1 commento:

  1. giuseppe tararà9 settembre 2012 00:38

    forza clara! e la prossima volta che smazzulii il prete o qualche mostro tentacoloso ascolta questa! ti darà forza!
    http://www.youtube.com/watch?v=7PyvU9iSq50

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